
(foto presa nel web)
Come lacrima tra le ciglia
TREMO
mentre ascolto i miei pensieri
che si spengono veloci
(mozziconi gettati al vento).
Non c’è inganno che cancelli
ORMAI
tutti i graffi e le ferite
di istanti infranti e polverosi,
eppure adesso sgorga ancora
SANGUE
come un’alba cristallina,
dipinto di un nuovo giorno.
E nei miei polsi sento scorrere
IMPETUOSO
il bisogno di rialzarmi
e camminare ancora verso il sole.

(foto presa nel web)
(foto di Cassandra Rae)
(foto presa nel web)

(foto presa nel web)
(foto presa nel web)
(foto di Paolo Rafficoni)
S'affacciano
tra le ciglia socchiuse
i miei sogni
destati come albe nascenti.
Sono perle cadute
tra i passi confusi
di viandanti sorpresi,
di bambini smarriti.
Sono gocce di pioggia,
pozzanghere agli incroci
di vite parallele,
di strade sempre uguali.
Affiorano
dalle labbra ormai mute
le mie parole
bianche come nevi perenni.
Sono vento che soffia
sopra i volti nascosti
dalla polvere amara
di desideri infranti.
Sono musica che cura,
balsamo sulle ferite
di battaglie mai vinte,
di guerre mai finite.

(foto presa nel web)
Quando bambina
correvo nel sole
il cielo sfioravo
con mani incantate.
Un universo ondeggiante
di rugiada salata
mi dissetava la pelle
e cullava i miei giochi.
Ora affondo i miei passi
in quest'oro flessuoso
cercando i ricordi
dei miei piedi bambini.
Son tracce bagnate
son gioie passate
vissute e svanite
in un giorno d'estate.

(foto presa nel web)
Mi manca ciò che non sono mai stata. Il frivolo, l'effimero. Forse più che altro la spensieratezza che sta dietro di essi... La leggerezza del vivere senza pensare alla vita. La tranquillità del quotidiano senza riflettere sulla sua precarietà. Il gusto di certe piccole cose... delle banalità. E poi anche la noia, quella di certi momenti in cui la novità tarda ad arrivare.
Domenica pensavo a tutto questo, mentre mi sentivo come in una bolla di vetro sospesa, in mezzo a tutta quella gente. Sguardi vacui, vestiti ricercati per catturare gli occhi altrui, capelli e unghie perfette. Tacchi strategici, scollature abissali. Il dettaglio che fa tendenza, la postura, pure quella alla moda...
Io non ero così. Non lo ero domenica e non lo sono nemmeno ora... ora meno che mai. Ma per la prima volta mi manca.

(foto presa nel web)
Accarezzo con lo sguardo
quel cancello che si chiude,
quella strada che si perde
come un bimbo nella neve.
Lunghi giorni nella nebbia
troppe ore immote e stanche,
tante lacrime a bagnare
quella terra sorda e muta.
Ora è tempo di voltarsi,
di ridipingere le stanze
di questa vita nuova e lieve
come un soffio sulla pelle.
Come piuma va nel vento
ora io vado lontano,
dai ricordi ormai disciolti
dal passato ormai estirpato.